TRANSLATIO SANCTI NIKOLAI

REPORTAGE

TRANSLATIO SANCTI NIKOLAI

EX ORIENTE LUMEN

Cosa può legare Bari a un isolotto immerso nelle acque dell’Egeo che i greci chiamano Stefanu? Qual è il filo capace di avvicinare la costa pugliese alle acque melmose di un porto storico della Turchia come quello di Andriake? San Nicola è il “ponte” capace di attraversare Paesi diversi, incrociando religioni diseguali e popoli lontani fra loro.
             Un santo universale, mediterraneo come pochi altri, che sembra muoversi ancora oggi, tanti secoli dopo, su una scenografia fatta di una grande carta geografica.
era necessario ritornare là dove tutto era nato, attenti all’ascolto e vigili nel silenzio.
            Così è avvenuto. Tra bonacce e tempeste, mentre le vele si gonfiavano al vento e lo spirito dei nuovi viaggiatori si apriva sugli orizzonti sconfinati dei cieli, sulle distese del mare, sui profili di terre dai mille volti, sulle pietre che uomini di ogni epoca avevano composto o disfatto per le loro dimore terrene.
            Ho scattato splendide foto per conservare il ricordo, rubando all’istante fortunato la variegata sfumatura dei colori, la bellezza struggente delle forme ed il nitore di un linguaggio che si carica di echi e di segrete allusioni.
            Su ciascuna immagine l’occhio si posa reso intenso e penetrante da un meravigliato stupore che diventa man mano sensazione compartecipe e commossa.
Il mio viaggio moderno è avvenuto a bordo di una goletta di 22 metri, Ideadue, che mi ha condotto per oltre duemila miglia in un’avventura mediterranea, alla ricerca di tracce della traslazione e di particolari di quell’antico e rischioso viaggio da Bari.
            Veleggiando da Bari a Myra, con il mio equipaggio abbiamo seguito la rotta medievale, quella cioè frequentata prima della creazione del canale di Corinto. Abbiamo costeggiato il Peloponneso, fermandoci negli stessi ripari che i marinai del 1087 avevano trovato sulla loro strada. Ho fotografato le icone, le chiese, i testimoni della Translatio a noi riportata dagli storici medievali e ancora in parte misteriosa.
            Miglia dopo miglia, davanti a me, ho scoperto gli scogli che accolsero i marinai, i luoghi dei loro rifornimenti e delle loro preghiere; col mio equipaggio, ci siamo anche trovati in difficoltà per le raffiche fortissime di vento (a Capo Matapàn) o per i difficili attracchi in alcuni punti dell’Egeo e più volte mi sono chiesto come sia avvenuto quell’antico viaggio miracoloso con le “caracche” a remi, con l’incertezza della navigazione a vista e con l’unica certezza della voglia di compiere la Mirabile Impresa.
            Rivedere l‘oggi di questi luoghi, le coste turche e musulmane che sono tasselli della vita nicolaiana apre gli occhi sul mondo di Nicola.
         

Un mondo senza confini, un mondo di tutti. Come lo è il mare, anche se gli uomini non fanno altro che costruire frontiere.