1943 - 1947 RIFUGIATI EBREI IN PUGLIA

REPORTAGE

1943 - 1947 RIFUGIATI EBREI IN PUGLIA

I LUOGHI DELLA MEMORIA

Che fine fecero i prigionieri dei campi di concentramento liberati dal gioco nazi-fascista del 1943 e almeno fino al 1947?  
Durante una interessante intervista al professor Vito Antonio Leuzzi, noto consulente storico di quel periodo, mi rispose che appunto dal 1943 al 1947, nel territorio di Nardò, in particolare nelle località di Santa Caterina, Santa Maria al Bagno, Santa Cesarea Terme, furono accolti migliaia di profughi, di diversa nazionalità, scampati ai campi di sterminio e al genocidio.
Prima gli Slavi, provenienti dalle varie località di confino e che rientrarono in Patria non appena i Balcani furono liberati, quindi affluirono gli Ebrei che avevano trovato rifugio e protezione presso famiglie italiane; e poi ancora quelli provenienti da varie località italiane e dai campi di internamento liberati dagli Alleati. Gli Ebrei arrivarono soprattutto dal Centro Europa: dopo l'apertura dei vari campi di concentramento e di sterminio, giunsero a Nardò: Polacchi, Austriaci, Tedeschi, Ungheresi, Romeni, Albanesi, Slovacchi, Russi, Macedoni e Greci. I profughi furono ospitati nelle abitazioni e nelle ville requisite agli abitanti di Nardò, non se ne conosce il numero preciso, ma le fonti storiche indicano che furono migliaia. Numerose, a riguardo, le toccanti testimonianze di sopravvissuti, raccolte anche in varie pubblicazioni: Samuel GOETZ, ebreo polacco, in I Never Saw My Face, Rutledge Book, inc. 2001, evidenzia la svolta avvenuta, nella sua travagliata esistenza, proprio a S. Maria al Bagno, dove riuscì a dimenticare «lo squallore dei campi di concentramento».
Affascinato da questa storia, onestamente poco conosciuta anche agli adetti al lovoro e con la preziosa guida del prof Leuzzi ho iniziato il reportage fotografico su quei luoghi.
 

Alla memoria di pietra è affidato il ricordo delle stragi e dei misfatti nazisti dopo l' 8 settembre 1943.